Colossal kitsch teatro è la colossale epopea parodistica della storia del mondo, una nuova cosmogonia umana dove il teatro è la macchina pantomimica che svela come alla base di ogni società organizzata ci sia un artificio, e dove l’uomo liberato dalla storia identitaria diviene creatore infinito di finzioni.
Il tentativo di parodiare la storia del mondo attraverso il teatro avviene per mezzo della formulazione di un'estetica colossale e paradossale dai confini ben definiti, di un mondo di identità fittizie autoreferenziali.
Prendere i diversi momenti della storia umana, i suoi protagonisti, i suoi libri, la sua cultura e farne dei feticci svuotati del loro senso contestuale, è il punto di partenza ed il punto d'arrivo del nostro cammino estetico.
Al centro della ricerca filosoficoteatrale del Colossal Kitsch c’è la questione fondamentale: la possibilità di affermare la vita.
L’attore, infatti, è colui che nega la propria identità storica per affermare l’esplosione della sua soggettività vitale, colui che espone la sua incessante trasformazione attraverso l’eroicomicità di una scena di fluttuazioni intense di queste due forze contrarie (identità – soggettività).
Il teatro, quindi, non sarà più spettacolo ma filosofia applicata nella quale l'unico momento spettacolare è lasciato al cedimento della soggettività alla tentazione della vanità identitaria, alla Storia.
Colossal Kitsch non è né teatro di recitazione né teatro di rappresentazione dell’uomo bensì teatro di ripetizione dell’esplosione del soggetto-attore che replica eternamente la sua pulsione di vita: l’affermazione dell’uomo come creatore.
FONDAZIONE. Il mondo dei 33
Il luogo dove viene celebrato il mondo dei 33 è lo spazio scenico. Il luogo delle visioni metafisiche del mondo dei 33 è il video a teatro e tutto ciò che è fuor di scena.
Colossal Kitsch è un teatro antimetafisico che è l’istituzione metafisica della finzione.
Colossal Kitsch è un teatro affermativo perché interamente territorializzato nello spazio vitale della scena (come luogo che produce finzioni=creazioni).
L’intera mitologia è composta da 33 identità-personaggi, sia maschili che femminili, ciascuna delle quali contrassegnate da un nome ed un vestito, alle quali verrà dedicato uno spettacolo celebrativo.
Colossal Kitsch è il nome di questo mondo.
Colossal Kitsch è la religione del nostro tempo, una religione che non si fonda sul sacrificio, inteso come morte rituale per futura rinascita, ma sull’artificio.
La civiltà si fonda sul principio di ragione che altro non è che una teoretizzazione e moralizzazione del pensiero che opera su se stesso, questo operare è inconsapevole ed artificiale.
Il Colossal Kitsch smaschera la fondazione del pensiero come verità e lo restituisce alla sua artificialità.
Il Colossal kitsch è il delirio della storia, delirio del pensiero, dove la storia è storia della finzione, storia della vitale creazione-affermazione.
Il tempo del mondo CK è il kairos (tempo saliente). Lo spettacolo diviene quindi un fatto kairoico nella storia della finzione.
La morte è la sclerotizzazione in un’identità dell’azione-trasformazione vitale del personaggio: nei fatti kairoici la morte corrisponde alla fine dello spettacolo, nella celebrazione di un’identità.
A differenza della morte che avviene nella storia della civiltà (cronistoria), nella storia della finzione (kairostoria) è un trucco svuotato di senso, infatti la morte dei personaggi nell’identità è un trucco che aspetta di essere smascherato. L’azione dello smascheramento potrà avvenire solo quando sarà ultimata la celebrazione di tutte le 33 identità che compongono il mondo del CK.
Questa coesione sarà l’atto che farà cambiare di senso al termine morte, che non sarà cista più come fine, sclerotizzazione delle forze vitali in un’identità, ma come inizio di una nuova trasformazione.
L’esaurimento e la compiutezza del mondo CK con relativa coesione immediata dei 33 fatti kairoici è atto che sconfigge la morte, ciò che la rende un feticcio.
DIREZIONE ARTISTICA
LEONARDO FERRARI CARISSIMI
FABIO MORGAN
STAFF TECNICO
ALESSANDRA MUSCHELLA
MARCO SCATTOLINI
MATIN EMANUEL PALMA
STAFF ARTISTICO
ANDREA CARVELLI
ANNA FAVELLA
UFFICIO STAMPA
Katia Caselli
BASE OPERATIVA
Teatro dell’Orologio© sala orfeo
