Breve storia
Il teatro dell’orologio-sala orfeo si predispone come trampolino di lancio per le nuove generazioni costituendo un ponte tra le varie esperienze particolari della ricerca degli anni ‘70 e le nuove istanze sperimentali giovanili.
Ciò che ha maggiormente caratterizzato il fermento del teatro di ricerca, in mano all’avanguardia storica è la sua frammentarietà, vale a dire il carattere disgiunto delle realtà sperimentali.
Il teatro d’innovazione fu come il sasso che frantumò il grande specchio della teatralità tradizionale, le piccole schegge di specchio infranto, generate dall’urto, riverberavano la vitalità sociale e creativa di quegli anni, così fertili dal punto di vista culturale.
Con il 2008 si apre una nuova stagione, un rivoluzionamento gestionale che mette in relazione il volto storico di Valentino Orfeo con la forza giovanile di due giovani promettenti del teatro italiano: Leonardo Ferrari Carissimi, Fabio Morgan.
La ragione di questo rinnovamento statutario deve essere rintracciata nella continua ricerca di forze partecipative giovanili che lavorano da sempre presso il teatro e per le quali la sala orfeo è stata un punto costante di riferimento.
Caratteristiche tecniche
Per accedere alla sala Orfeo si percorre un foyer le cui mura narrano la storia dell’avanguardia romana, avrete l’impressione di visitare un museo delle finzioni.
La sala ha una platea di 105 posti in velluto rosso distribuiti in 7 file da 15 posti ciascuno. Per queste motivazioni vanta un’ ottima acustica ed è per questo sede e meta di musical e balletti. Il palco nella sua categoria è uno dei più grandi:
11 metri x 9 metri, h 3,50 senza le quinte.
